lunedì, 16 febbraio 2009




Ora come non mai
devo stare attenta
a non ingannare
a non ingannarmi.
Quando si crea un tumulto interno
non può mai uscirne niente di sano.

Ora come non mai
mi accorgo che in questi casi
bisogna recuperare un pò di stabilità,

per non ingannarsi,
per non ingannare.

Per una volta forse la scelta migliore è fermarsi
aspettare che le acque si calmino
per vedere la realtà, così com'è
senza colori e sfumature superflue.
Oltre la pioggia,
oltre le scelte prese.

Per una volta voglio fermarmi
e provare a vedere se all'orizzonte
c'è un destino.
O se dovrò muovermi ancora.

...
Per ora fa solo male.
E probabilmente mi sta bene.



Postato da PurpleSilkWings alle ore 01:24 nella categoria
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martedì, 16 dicembre 2008



Attimi esarperati,
istantanee di un eccesso, ora di un altro.
Un filo d'equilibrio che schiocca
e il capo strappato sobbalza verso il basso
e verso l'alto
e si precipita e si vola con la mano serrata
senza alcun controllo.
Solo vertigini e vuoti d'aria,
sentendosi incorporei,
poi pesanti,
poi nuovamente veli di carta nel vento pronti a stracciarsi.
E guardando di lato ti accorgi che il panorama è sempre lo stesso
a mutare sono solo colore e prospettiva.
E questo ti rende triste,
poi felice,
poi t'inabissa di nuovo.



Postato da PurpleSilkWings alle ore 02:05 nella categoria
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lunedì, 20 ottobre 2008



E' incredibile come uno stato di malessere ti stravolga la dimensione delle cose. Graviti in uno stato di influenza fisica o mentale, o entrambe, e improvvisamente riscopri limitante la sfera sensoriale. Uno scarno sentire, vedere, toccare lascia il posto alla percezione, e in quella vieni investito dall'essenza più pura di ogni cosa, di mille cose. Mi vengono in mente quei labirinti bidimensionali stampati su carta, con una freccia a indicare la partenza e una figura (variabile, indubbiamente qualcosa che crei un'attrattiva) a simboleggiare l' "agognata meta"-l'arrivo, niente più-. Quando si è piccoli si segue il percorso col dito, si sbaglia, si cambia, (spesso e volentieri si bara), si gioca.
Quando si riflette è impossibile non ritrovarsi a esplorare il passato, a ripercorrere col dito una strada, la differenza è che questa è già stata tracciata a penna e non si può far altro che seguire la linea in ogni suo svirgolo. Rivedi i punti morti, quelle linee rette che non si aprono e che hai percorso quasi trascinato dall'inerzia...e all'improvviso quell'aprirsi di strade in un solo punto, in un bivio, un incrocio. Una scelta. Per quanto ci terrorizzano noi teniamo alle nostre scelte, e alla nostra libertà di farle... credo sia perchè la scelta è il nostro unico agonizzante tentativo mentale di combattere la casualità, vincerla o quantomeno imbrigliarla. Ed è per scelta o per casualità che quella linea è stata tracciata a penna, e non può più deviare altrove se non dove la vediamo inerpicarsi già definita. Il passato ripercorso nel presente stranamente non fa che risvegliare nostalgia o rifiuto, e parti mentalmente a immaginare in quale punto del labirinto ti troveresti ora se scelte o concomitanze d'eventi non avessero seguito il percorso che conosci.
Rivedi le persone. Quelle che hai perso di vista, quelle che si riproiettano nell'attualità segnate dai bivi del loro labirinto, quelle che sono arrivate alla mèta prima di te...e rivedi te stesso in funzione tua e in funzione loro. Altra nostalgìa, altro rifiuto. Vedi come alcune di loro sono state destinate ad accompagnarti solo per un preciso tratto di strada, e pensi a cosa accadrebbe Ora se i vostri passi fossero ancora accostati, cosa significherebbero per te Ora se non vi foste mai allontanati. E rileggi pagine di diario, stringi in un pugno un ciondolo, attacchi sul muro un pezzo di carta disegnato o scrivi un messaggio -nei casi migliori recapitato-, per tracciare nel tuo presente un segno. Per rivederlo in futuro e ricordarti che in quel momento stavi rivivendo un passato ancora più remoto.
E improvvisamente ti vedi nel tuo presente, rimane ancora qualche confronto nostalgico col tuo Essere passato, ma per lo più lo sguardo vola a tutti quei bivi ancora non raggiunti dalla penna. Alla tua ennesima lotta con la casualità, alle mille conseguenze possibili. In quel momento il presente non sembra che un tratto infinitesimale, finchè non ti accorgi che non è altro che il punto d'incontro tra il passato e il futuro. Ti vengono in mente tutte le pazzie d'un istante che potrebbero stravolgere tutto. Dal prendere una pistola e sparare un colpo a qualcuno al correre fuori al balcone e lanciarsi nel vuoto.
In un attimo si scatena tutta la follia covata nell'animo, ti rendi conto di essere essenzialmente pazzo, poi ti crogioli nell'idea sempre più vera che lo siano tutti in realtà. Spaventoso ed elettrizzante.
Poi lo sguardo ricade sulla figura della meta (il pirata che raggiunge il tesoro, il cane che si ricongiunge all'osso) e ti rendi conto che...non è altro che la fine. Dopo si va solo con la penna fuori dal foglio, e in questo si scioglie l'attrattiva, e inizi seriamente a pensare che non importa più tanto Quando arriverai alla Fine.

...e pensare che mi sembrava un gioco così scemo.



Postato da PurpleSilkWings alle ore 02:28 nella categoria
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lunedì, 13 ottobre 2008



Semplicemente, ti amo.
Complicatamente, ti amo.
Perchè con te riesco a vedere la mia superficialità,
e lo odio.
Perchè con te è tutto così semplice e così complicato.
Perchè mi scaldi, perchè mi vivi.
Perchè mi sopporti (e non è poco).
Perchè Noi.
Ti amo.





Postato da PurpleSilkWings alle ore 01:44 nella categoria
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mercoledì, 17 settembre 2008



Where's the Passion?

-Maledetta lontananza.-





Non puoi capire cosa voglio provare,
perchè è ciò che non hai mai provato.



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venerdì, 12 settembre 2008



Why Be Normal?


Postato da PurpleSilkWings alle ore 17:31 nella categoria
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sabato, 30 agosto 2008



Amarti è:
La Sicilia e il mareblutragicamenteblu.







Amarti è:
i ricci che pescavano gli altri
e i sensi di colpa per una medusa lasciata su uno scoglio.



Amarti è:
il tuo odiare le foto e la mia ostinazione a fartele.





Amarti è:
il tuo Colpo-Della-Strega a pallavolo!
(e la consecutiva gita in canoa saltata)



Amarti è:
"Wow che figo! Una lucertola!!"
(perchè oltre a quello nel tuo campeggio si trovano solo vespe, zanzare e gazze morte.)
(e ogni tanto qualche ragno.)



Amarti è:
Noi.
E legarti i capelli col codino perchè me lo chiedi.















...Amarti è:
Vederti lontano e saperti vicino.
Perchè il mare è infinito, ma prima o poi finisce e ci sei tu.
Amarti è "Ti amo."
...e a volte anche un pò incazzarsi perchè non litighiamo.


Postato da PurpleSilkWings alle ore 04:35 nella categoria
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sabato, 19 luglio 2008



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Can you see
                                           a slice of my world                                         
from here?

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Postato da PurpleSilkWings alle ore 05:34 nella categoria
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martedì, 08 luglio 2008



Mi sembrava così lontano dalla mia realtà, il sentirsi soli. A discapito di tutto e di tutti, ignorando il fatto che si ha effettivamente gente che ci gravita intorno... una di quelle cose che ho sempre considerato indice estremo di un volersi piangere addosso a tutti i costi. Eppure stanotte è così anche per me... rigirarsi nel letto senza darsi pace, provare a distrarsi con un libro che viene ripetutamente aperto, sfogliato, leggerne alcune righe che non riescono a liberarsi della sterilità del momento, posarlo nuovamente con l'idea che accuserà un nuovo tentativo di lì a poco.
Poi ritrovarsi a guardare il soffitto con aria assente... e iniziare a piangere. Senza riuscire a smettere. Sentire le lacrime che scorrono calde sul viso fino a seccarsi, poi rigarlo di nuovo... in un susseguirsi di principi chimici ignorati e dalla fine incalcolabile.
Pensavo non potesse accadere quando si ha tutto, eppure stanotte è così anche per me.
Forse la chiave sta nel sentirsi chiusi in una tale bolla impermeabile di pensieri da fondersi alla consapevolezza che ora nessuno potrebbe veramente entrarvi e capirne l'essenza, e capire cosa provo.
E perchè lo provo.
L'avere gente intorno e non poterne parlare, e vedere che a loro volta nessuno riesce a intravedere la minima traccia in me di tutto ciò.
Ma forse è meglio così.



...bel modo di iniziare la settimana di riposo dal lavoro.


Postato da PurpleSilkWings alle ore 03:32 nella categoria
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lunedì, 23 giugno 2008




Certe notti mi sento scoppiare.
Come se avessi un'incrinatura che sta risalendo lenta l'anima unendo stomaco e cervello con una linea irregolare e frastagliata.
Il più delle volte rimane stabile e silenziosa, ma quando si fa tagliente sembra cercare il suo punto di rottura... e non posso far altro che rimanere il più immobile possibile per non peggiorare le cose.
E lì mi sento preziosa, inerte e incredibilmente fragile.
Come un bicchiere di cristallo.








Postato da PurpleSilkWings alle ore 03:28 nella categoria
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